Magia e religione

26.08.2014 22:33

Magia e Religione

 

 

La suprema arte degli Antichi

 

La magia è la più antica religione praticata dalla razza umana. Le sue origini sono talmente arcaiche che gli odierni adepti sono in grado di riconoscere aspetti ritualistici, così come ancora oggi sono realizzati, nei graffiti e nei dipinti rupestri di grotte abitate dall'uomo venticinquemila anni or sono; mentre si tramanda che testimonianze ancora più remote siano state ereditate da alcune – per quanto poche – congreghe magiche contemporanee. Tracce e frammenti di amuleti stregoneschi o di strumenti magici sono stati dissepolti da tumuli risalenti a più di centomila anni or sono.

La tradizione tramanda che i nostri antichi progenitori adorassero divinità come la Dea o Grande Madre e il Dio Cornuto, in floride e popolose città il cui nome è dimenticato da migliaia di anni, e in terre ricche di maestose verdeggianti montagne e dorate pianure inghiottite dalle acque molte ere fa. Ciò malgrado, in questi luoghi, città e foreste hanno vissuto, lavorato, danzato e sorriso uomini e donne, l'eredità del cui sangue ancora scorre nelle nostre vene.

Non esiste essere vivente che possa tracciare una storia completa o anche solo esauriente della magia. Essa si è dissolta nelle nebbie della preistoria, dopo aver di volta in volta regnato incontrastata sugli uomini, aver scaldato i loro cuori ispirando le religioni sue consorelle, oppure essere stata perseguitata da ottusi e tenebrosi pregiudizi. Ma la magia, quella più vera, ha radici profonde e, inevitabilmente, sa riemergere per ripresentarsi quale era nel passato. Oggi, per esempio, stiamo vivendo un periodo di forte rinascita, come dimostra la ricchezza emotiva e spirituale della Wicca, e l'antica conoscenza della tradizione e della ritualità sta riemergendo ancora una volta, per il bene di tutti.

 

La magia come religione

 

Sin dai tempi più remoti la magia era la religione della vita, della fertilità e della rinascita. In quelle antiche ere il rapporto fra l'uomo e la divinità verteva soprattutto sulla speranza che il raccolto crescesse bene, che gli animali da cacciare fossero sempre numerosi e che la tribù fosse continuamente allietata e arricchita dalla nascita di nuovi figli. Anche se quei tempi potranno tornare, per adesso sono lontani, perché, lo sappiamo tutti, il mondo è profondamente mutato. Il senso del mistero, la gioia e la magia dell'arte ci stanno sempre accanto, solo che adesso non ci serve tanto pregare per la prosperità legata ai beni materiali quanto per la crescita interiore delle nostre anime. È per questo che si è soliti affermare che la magia antica era la religione della fertilità mentre quella moderna lo è della vitalità. L'errore è evidente, poiché la vera magia, quella immortale che non muta mai, è onnicomprensiva in quanto totale.

 

(tratto da “Il libro segreto delle Arti Magiche”)

 

Negli antichi Grimori scritti dai grandi Maghi e filosofi si legge:

 

E’ vero, è vero senza errore, è certo e verissimo:

Ciò che è in alto è come ciò che è in basso, e ciò che è in basso e come ciò che è in alto, per fare il miracolo della Cosa Unica.

Inizia così la Tavola di Smeraldo, documento antichissimo attribuito dalla tradizione a Ermete Trismegisto, il “ tre volte grande ”, mitico iniziatore dei fituali magici mediterranei. “ E’ tutta la Magia in una pagina ”, ne dice Eliphas Levi, occultista del secolo scorso. Per il mago questa Cosa Unica, cioè l'Universo con tutto ciò che contiene, è Dio.

 

Si legge nel LEMEGETON, o Chiave Minore di Re Salomone, che < la Magia non è altro che la più Alta, Assoluta e Divina Conoscenza della Filosofia Naturale, fatta progredire verso l’efficacia completa delle sue meravigliose operazioni dalla giusta comprensione delle virtù interne e nascoste delle cose >.

 

La Clavicula Salomonis è probabilmente il più celebre e allo stesso tempo il più temuto fra i testi di Magia Rituale. Gli scrittori clericali vi si riferiscono costantemente come al “ Libro del Diavolo ”. L'inquisizione del 1559 la proibì come opera pericolosa.

Gli occultisti occidentali hanno contrattaccato con la tesi che il contenuto diabolico è un’aggiunta posteriore, e non appartiene all’opera originale, nella quale si manifesta, essi dicono, null’altro che il puro spirito dell’Alta Magia operante attraverso la Forza Divina.

 

Giuliano Kremmerz nella sua raccolta “Elementi di magia naturale e divina” scrive:

Avete voi una idea chiara della magia e del mago? MAGIA è sapienza assoluta. Vale a dire che è la sintesi di tutto ciò che è stato, è e sarà. É una parola che racchiude tutti gli attributi dell'onnipotenza divina; se voi al nome DIO date il valore della suprema intelligenza che crea, regola e conserva l'universo.

Il MAGO è il possessore, il depositario vivente ed utente della scienza di Dio. Quindi la magia non è ciurmeria, il mago non è mistificatore. Tre magi andarono a visitare Cristo nella sua culla: non erano tre saltimbanchi, ma tre grandi iniziati alla scienza divina.

 

Ed infine PARACELSO afferma: II potere di una fervida fantasia è la componente principale di ogni operazione magica.

 

Magia come religione … strano a dirsi visto il massacro che la Chiesa, attraverso la “Santa Inquisizione” ha fatto in nome delle sue teorie. Le streghe, principalmente donne e di basso rango sociale venivano sistematicamente accusate di magia, stregoneria, ma soprattutto prostituzione, adescamento, corruzione … ma questa è un'altra storia.

 

A tal proposito, trovo opportuno citare un estratto del libro “Stregoneria moderna” scritto da Roberto La Paglia che dice:

 

Il termine strega identifica unicamente una persona che pratica una religione essenzialmente basata sulla natura, che riesce a intravedere nel concetto di divino anche l'aspetto femminile e imposta le proprie azioni in riferimento ai cicli stagionali. Una strega crede fermamente e con convinzione che esista dentro sé una natura divina […..]. Le streghe fondamentalmente non riconoscono la figura di Satana, e tantomeno quella del Diavolo; la prima fa parte delle religioni Cristiana e Mussulmana e quindi non appartiene al culto Wicca; la seconda non è addirittura menzionata dai libri sacri del Cristianesimo, ma risulta essere soltanto una costruzione fini dogmatici della Chiesa stessa, quindi degli uomini […].

 

A questo punto, sfatati alcuni “miti” che vivono da troppo tempo, sono giunta alla personale conclusione che ogni strega ha un suo personale “sentire” ed un suo personale modo di vedere il mondo e la magia. Certo è che una “vera strega” è colei che percepisce che il mondo è sacro, che la vita prima di tutto è sacra; è colei che percepisce nella Natura la perfezione, la meraviglia, la vera magia della Grande Madre, la Dea; colei che si emoziona nel vedere un fiore che sboccia, un alba o un tramonto, un fiume che scorre, un animale, il fuoco, la pioggia, il sole, il vento, perché sa che in tutto questo c'è magia, la magia della vita. Dell'amore di una Madre e di un Padre che hanno creato tutto questo e glielo hanno donato, perché lei stessa potesse gioirne. Ecco … questo è essere strega, questa è la Magia.