I tempi della magia

19.03.2015 20:07

I TEMPI DELLA MAGIA

 

Ci sono periodi dell’anno in cui è “preferibile” fare magia, ma ci sono periodi che segnano delle vere e proprie celebrazioni. Questi periodi sono chiamati SABBA, e quelli che sono stati da sempre celebrati sono quelli associati con l’agricoltura e con la gestazione degli animali: Imbolc (2 febbraio), Beltane (30 aprile), Lughnasadh (1 agosto) e Samhain (31 ottobre).

Con lo studio dell’astronomia sono stati inseriti anche i Solstizi e gli Equinozi: Ostara (21 marzo), Litha (21 giugno), Mabon (21 settembre), Yule (21 dicembre).

Ma non solo questi sono periodi di celebrazione, anche tutte le lune piene dell’anno vengono celebrate con il nome di ESBAT. I Sabba narrano una delle storie della Dea e del Dio, nonché il loro rapporto e gli effetti che questo ha sulla fertilità della terra.

 

Le descrizioni che seguono sono tratte da testi di Scott Cunningham, Phyllis Curott e Dorothy Morrison:

 

YULE (si pronuncia Iul) – 21 dicembre solstizio d’inverno

 

Yule segna il momento di massima oscurità (la notte più lunga dell’anno) ed è il giorno più corto dell’anno. A Yule la Dea da alla luce un figlio, il Dio. Poiché il Dio è rappresentato dal sole, questo giorno segna il punto dell’anno in cui anche l’astro rinasce. La Dea, assopendosi durante l’inverno del suo travaglio, si riposa dopo il parto. È un Sabba gioioso in cui si festeggia la scoperta della luce e della nuova vita nel grembo dell’oscurità, dal momento che da questo momento in poi le giornate tornano ad allungarsi.

Simbolicamente sta ad indicare che il prodotto finale della morte è la rinascita.

Per celebrare il Sabba di Yule si utilizza un panno bianco per ricoprire l’altare, si usano candele bianche, rosse e verdi, si utilizza un incenso naturale prodotto con piante e fiori, decorare l’altare con agrifoglio, vischio, edera, cedro, alloro, ginepro, rosmarino, pino. Mettere delle offerte di arance, noci moscate, limoni e bastoncini teneri di cannella sull’albero di Yule.

 

IMBOLC - 2 febbraio

 

La parola Imbolc, significa letteralmente “nel grembo”. Segna il risveglio della Dea dopo aver dato alla luce il Dio. L’allungarsi delle giornate la risveglia. Il Dio è un giovane forte e vigoroso, ma il suo potere emergerà nei giorni più lunghi. Il calore fertilizza la terra (la Dea) facendo germogliare i semi. Si manifestano i primi segnali della primavera.

È la festa che celebra le prime manifestazioni del ritorno della vita. È giorno sacro a Brigid, dea celtica del fuoco, della guarigione, della fucina e musa dei poeti.

Il tema più comune di questo Sabba è quello della purificazione. Per mente, corpo e spirito è paragonabile alle pulizie di primavera. Ci sbarazziamo di ciò che non ci serve più (cattive abitudini, vecchie idee, preconcetti, aspetti del carattere poco gradevoli, ecc.), per lasciare spazio a cose nuove ed eccitanti. Apriamo la mente e lo spirito al cambiamento e a tutto ciò che questo comporta. In questo modo accogliamo la nuova vita, quell’esistenza che abbiamo sempre voluto vivere.

 

Per celebrare il Sabba di Imbolc si ricopre l’altare con un panno marrone, si brucia l’incenso di Imbolc, si ungono le candele con olio e si ricoprono di edera. Decorare l’altare con bucaneve, sorbo o primi fiori dell’anno.

 

OSTARA – 21 marzo equinozio di primavera

 

Segna l’inizio della primavera. Le energie della natura cambiano impercettibilmente, passando dalla pigrizia dell’inverno all’esuberante espansione della primavera. La Dea ammanta la terra rendendola fertile e risvegliandola dal sonno, mentre il Dio si allunga e raggiunge la maturità. Cammina sui campi verdi e si delizia nell’abbondanza della natura. Ad Ostara le ore del giorno e della notte sono uguali, la luce trionfa sull’oscurità, la Dea e il Dio incitano le creature selvagge della terra a riprodursi. Questo è il tempo degli inizi, dell’azione, degli incantesimi per i futuri profitti.

Ostara è la dea germanica della terra fertile e i suoi simboli sono le uova, i conigli e i fiori che circondano le sue benedizioni. L’uovo è un simbolo eccellente per celebrare la primavera; l’albume rappresenta la natura onnicomprensiva della Dea, mentre il tuorlo giallo le qualità virili del Dio Sole. Il guscio esterno, simmetrico, congiunge i due elementi suggellando la fertilità e l’amore perfetto che provano l’uno per l’altra.

Per celebrare Ostara, ricoprire l’altare con un panno verde, candele di colore pastello e decorazioni con fiori di campo o fiori di stagione. Bruciate l’incenso di Ostara.

 

BELTANE (si pronuncia Beltein) – 30 aprile /1 maggio

 

È il Sabba in cui il giovane Dio e la giovane Dea s’incontrano per la prima volta e s’innamorano, giacciono tra i fili d’erba e si uniscono. È una festa del fuoco e della fertilità in cui diamo il benvenuto all’estate e la convinciamo ad unirsi con noi.

Beltane si celebra, possibilmente, all’aperto vicino ad un albero. Nel caso non fosse possibile si può utilizzare una pianta o un piccolo albero in vaso). L’altare viene coperto con un panno verde scuro, decorare con fiori di stagione. Ungere candele verdi con essenze floreali e bruciare l’incenso di Beltane.

 

LITHA – 21 giugno solstizio d’estate

 

È il giorno più lungo dell’anno a partire dal quale le giornate si accorceranno sempre di più. La terra è inondata dalla fertilità del Dio e della Dea.

Dato che il sole raggiunge la sua massima forza, la Dea a sua volta diventa Madre Terra.

Per celebrare Litha, coprire l’altare con un panno verde o bianco e bruciare candele azzurre e gialle. Decorate con erbe fresche, fiori e piante di stagione, acconciatevi anche i capelli. Bruciare l’incenso di Litha.

 

LUGHNASSADH (si pronuncia Luu-nassa) o LAMMAS – 1 agosto

 

È la celebrazione del primo raccolto, il Sabba in cui si ringrazia la terra per i suoi doni. Le piante della primavera seccano e lasciano cadere i loro frutti e semi per il nostro consumo e per garantire raccolti futuri. Dal punto di vista “mistico” il Dio perde la sua forza mentre il sole sorge ogni giorno più lontano a sud e le notti diventano sempre più lunghe. La Dea guarda con dolore e gioia il Dio che muore eppur continua a vivere in lei come figlio.

Rendiamo omaggio al dio sole Lugh per il ruolo che svolge nella fertilità della terra, lo salutiamo mentre declina nel cielo, ma non è un momento di tristezza, perché il suo seme vive del grembo della Madre, la quale, è nella sua massima abbondanza. Il frutto del suo lavoro è ovunque e noi ci riuniamo per raccogliere le sue ricchezze. Anche noi siamo maturati ed il tempo del raccolto è prossimo.

Celebrare Lughnassadh coprendo l’altare con un panno giallo o giallo-arancione, accendere candele verdi, gialle o arancioni. Decorate con fasci di erbe, spighe di grano, pannocchie e cestini con frutta e verdura. Bruciare l’incenso di Lughnassadh.

 

MABON – 21 settembre equinozio d’autunno

 

È il momento in cui la luce e l’oscurità sono nuovamente in equilibrio perfetto, anche se ora ci avviamo verso la notte. È il completamento del raccolto iniziato a Lughnassadh. Il Dio si prepara a lasciare il suo corpo fisico per iniziare la grande avventura nel regno dell’invisibile, verso il rinnovamento e la rinascita della Dea. La Natura declina, ritirando i suoi doni e preparandosi al periodo di riposo dell’inverno. La Dea si assopisce mentre il sole si indebolisce, sebbene il fuoco arda nel suo grembo.

Mabon annuncia il primo giorno d’autunno e il secondo periodo del raccolto, sia agricolo che personale. Mabon è un momento di ringraziamento totale, un momento in cui diciamo grazie per tutto quello che abbiamo, per tutto quello che siamo, e per tutto quello che il futuro ha in serbo per noi e per tutti coloro che non sono ancora nati. È un occasione per riflettere sulle gioie della vita, sulla libertà personale e sulle meraviglie della Natura, è anche un momento per prendere atto di tutte le nostre fortune e ringraziare coloro che hanno contribuito a renderle tali.

Celebrare Mabon coprendo l’altare con un panno arancione scuro o rosso borgogna, accendere candele marroni, rosso borgogna o porpora. Decorare con fasci di erbe secche, girasoli, foglie autunnali, patate, ghiande e mais. Bruciare l’incenso di Mabon.

 

SAMHAIN (si pronuncia Sòo-uin) – 31 ottobre

 

La vigilia dell’anno nuovo secondo il calendario celtico e della moderna wicca. È la notte in cui il velo tra i mondi è più sottile e in cui onoriamo gli spiriti dei nostri antenati che vengono a farci visita. Con questa festa si congeda il Dio. È un addio temporaneo poiché non è avvolto nell’oscurità eterna, ma si prepara a rinascere a Yule.

Samhain è un periodo di riflessione, in cui si guarda all’anno trascorso e si accetta il fenomeno che è parte integrante della vita e su cui non abbiamo alcun controllo: la morte. È l’unica festa che riguarda direttamente i defunti. Per questo motivo, la celebrazione di Samhain definisce in modo completo il ruolo della morte nel ciclo della vita e l’importanza delle sue lezioni nella nostra realtà personale. Poiché il velo è più sottile a Samhain, apprendiamo anche molte cose da coloro che vivono nel mondo dello Spirito, è l’unico momento dell’anno in cui i loro messaggi ci raggiungono con facilità.

 

Celebrate Samhain ricoprendo l’altare con un panno arancione o nero, accendere candele arancioni e nere, decorare con mele, melograni, crisantemi e calendule. Bruciare l’incenso di Samhain.