Samhain

23.10.2014 14:38

Samhain – 31 ottobre

 

Samhain (si pronuncia Souin) cadeva nel mese lunare di ottobre/novembre, identificato con il nome di “Samonios” che significa “tempo della fine dell'estate” e segnava la fine dell'anno vecchio e l'inizio di quello nuovo e perciò era simbolo di morte e di rinascita contemporaneamente. Samhain apriva la stagione invernale, corrispondeva al capodanno Celtico e all'inizio dell'Anno Magico. Era una notte importantissima, che non apparteneva né all'anno che finiva, né a quello che stava per iniziare, in cui cadeva ogni barriera tra i vivi e i morti e i due mondi potevano comunicare. Era un periodo in cui impegnarsi in momenti di introspezione sulla propria vita. Si ripercorrevano gli eventi dell'anno, positivi e negativi, si fanno progetti per l'anno che arriva e si comincia un percorso di consapevolezza interiore.

A Samhain le mandrie e le greggi venivano riunite e si macellavano gli animali tenendo solo quelli che avrebbero procreato la stagione seguente, in questo modo il foraggio ammassato nelle stalle per la stagione fredda sarebbe stato sufficiente a sfamare il bestiame. La festa si trasformava quindi in un grande banchetto a cui partecipava tutto il popolo. In quei giorni (la festa iniziava una settimana prima e finiva una settimana dopo al giorno esatto) vi era un gran consumo di alimenti che avrebbe sfamato tutti per l'ultima volta, prima delle ristrettezze dell'inverno, e che prevedeva quindi il consumo dei cibi in eccesso che non potevano essere conservati, mentre una parte della carne veniva messa sotto sale per conservarla durante l'inverno come provvista.

Per i Celti, il sacro permeava in ogni aspetto della vita, quindi oltre al lato puramente fisico della festa, essa aveva anche una controparte magica che si manifestava la notte della vigilia del 31 Ottobre. Questo popolo riteneva l'anno diviso in due metà, quella “chiara” che iniziava a Maggio (con la festa di Beltane) e quella “oscura” che iniziava il 1° Novembre, e così al crepuscolo del 31 Ottobre aveva inizio Samhain, dove la terra entrava nella metà oscura dell'anno e le “porte dell'Altro mondo” si aprivano per mettere in comunicazione il mondo dei vivi con quello dei morti. Il capodanno Celtico era un giorno al di fuori del tempo e dello spazio, questo permetteva l'assottigliarsi della barriera che divide i due mondi. Samhain rappresenta un momento privilegiato di passaggio tra il mondo terreno e quello spirituale, attimo eterno attraverso il quale è possibile innalzare la propria coscienza, modificare il proprio stato di consapevolezza ed entrare in contatto con l'altro mondo e i suoi abitanti. Il regno dell'altro mondo può essere un luogo paradisiaco e benevolo oppure un luogo pauroso popolato da mostri, questo dipende se il visitatore si presenta come ospite o nemico, come invitato o arrogante pretendente. Samhain è quindi un momento spaventoso o benedetto a seconda dell'intenzione personale di chi vuole penetrare nell'altro mondo.

Essendo una festa molto sentita e radicata nella cultura Celtica, la Chiesa non è riuscita a sopprimerla, così si è limitata a trasformarne il nome e ad adattare la simbologia originaria a quella della nuova religione; Samhain è stata integrata nella tradizione cristiana mantenendo la sua caratteristica di celebrazione dell'altro mondo, assumendo i nomi di “giorno di Ognissanti” e “giorno dei morti”.

I Druidi durante la notte della vigilia di Samhain ordinavano che tutti i fuochi d'Irlanda fossero spenti ed essi accendevano ritualmente un nuovo fuoco in un luogo elevato dal quale partivano dei messaggeri che portavano le fiamme in tutte le case del territorio. Nel periodo medievale streghe e maghi attendevano questa notte per riunirsi e fare grandi incantesimi e tutto il mondo spirituale si riversava in quello terreno.

É tempo che la nostra attenzione passi dal lato materiale a quello spirituale, è tempo di riflessione, di viaggi interiori per scoprire gli aspetti di noi che devono essere modificati prima di iniziare una “nuova vita”. É un periodo adatto a tutti i tipi di meditazione e tradizionalmente propizio per le arti divinatorie, essendo un momento di incontro tra passato, presente e futuro. É anche tempo di riflessione, soprattutto su quell'evento che non possiamo evitare, ovvero la morte; ma evento inteso come nuovo inizio, come rinascita.

Per favorire questa rigenerazione possiamo effettuare rituali dove abbandoniamo tutte le cose del passato e dobbiamo o vogliamo lasciare, abbandonare le cose che non ci piacciono della nostra vita. Possiamo scrivere su un foglio di carta o su vari foglietti e poi bruciarli nel fuoco di Samhain (che può anche essere rappresentato dalla fiamma di una candela nera) recitando per tre volte una frase di bando simile a questa: “dalla mia vita (dire quello che si vuole lasciare) voglio bruciare, nel fuoco di Samhain che tutto può cambiare, ecco finalmente se n'è andato, è solo un ricordo del passato”.

Facciamo anche pulizia di quelle cose che non usiamo più o che non ci piacciono più, buttiamole o diamole in beneficenza. É tempo di abbandonare le cattive abitudini e di cambiare la propria vita!

Non scordiamoci anche di rivolgere un pensiero d'amore ai nostri defunti, andare a pregare sulle loro tombe, ricordarli in questa notte speciale e magari tentare di parlare con loro, magari riusciremo a sentirli anche più vicino a noi.

 

La pianta sacra di Samhain è il tasso, pianta legata per tanti aspetti alla morte. Infatti è un albero con corteccia e foglie altamente velenosi e il suo legno veniva usato per costruire archi da guerra. Paradossalmente, però, rappresenta anche la vita in quanto pianta sempreverde, ha un legno resistentissimo e può vivere fino a 2000 anni e più. Questo lo rende simbolo di immortalità.

I frutti sacri di Samhain sono il nocciolo e la mela. Il nocciolo era per i Celti simbolo di saggezza e di segreta conoscenza; la mela era il frutto sacro alla Grande Dea primordiale e simboleggiava tutti i suoi doni dispensati all'umanità: amore, conoscenza, morte e immortalità.